domenica 15 luglio 2012

Cosa resta della Luna.


Sono passati tanti anni da quel lontano 20 luglio del 1969, quando tutto il mondo si fermò di fronte agli schermi televisivi, dai quali giungevano le immagini lontane, irreali e tremolanti, di due astronauti americani che, per la prima volta nella storia dell’umanità, erano giunti sulla Luna.
Grandi e piccini, in ogni continente, fissavano con occhi sgranati i due eroi, Neil Armstrong ed Edwin Eugene “Buzz” Aldrin, saltellare sullo spettrale e polveroso suolo lunare, dopo aver pronunciato quelle famose parole che, per sempre, resteranno scolpite nella memoria: “Un piccolo passo per un uomo, un passo enorme per l’umanità”, pronunciate al momento dello sbarco da Neil, comandante della missione Apollo 11, e primo uomo a camminare sulla Luna.

martedì 10 luglio 2012

Il Vesuvio parte seconda: il sistema di sorveglianza, lo stato attuale del vulcano, uno sguardo al futuro.



Ventiquattro ore al giorno, per 365 giorni all’anno, il Vesuvio viene costantemente monitorato attraverso i più sofisticati sistemi di sorveglianza che la scienza e la tecnologia possano offrire: dallo spazio – tramite l’impiego di satelliti per i rilevamenti geodetici – e da terra – campionamento dei gas fumarolici, monitoraggio della sismicità, rilevamento del livello e della composizione chimica delle acque nei pozzi – si cerca di auscultare il gigante, in attesa di cogliere il minimo segnale di un eventuale risveglio.

martedì 1 maggio 2012

Viaggio al centro del Vesuvio: nascita, inquadramento geologico-strutturale, breve storia eruttiva.



Per secoli, la sua sagoma inconfondibile è stata fonte di ispirazione per poeti, pittori, musicisti, e romantici in cerca di emozioni. A lui sono state dedicate odi, poesie, quadri, partiture, opere indimenticabili. Lui, il Vesuvio, viene spesso identificato con una presenza benevola e silenziosa, che si staglia imponente nella splendida cornice del Golfo di Napoli, baluardo e simbolo stesso della città.

Affascinante, il complesso Somma-Vesuvio, lo è di sicuro, e non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche – e soprattutto – sotto il profilo geologico.
Per molti, infatti, il vulcano partenopeo costituisce il prototipo del vulcano per antonomasia: il suo edificio tronco-conico, ornato dalla fitta vegetazione, è l’immagine, l’essenza stessa, del vulcano.


martedì 21 febbraio 2012

Noduli polimetallici: il tesoro degli abissi.


Leggendo il titolo di questo articolo, immagino che qualcuno avrà collegato le parole tesoro e mare all’idea di qualche antico galeone spagnolo, adagiato sul fondale nei pressi di qualche isola tropicale, nella cui pancia squarciata si trovi ancora un grosso forziere, straripante di dobloni, diamanti, smeraldi, perle, ed ogni altro ben di dio.
In realtà, il tesoro a cui si fa riferimento, è ben più importante e prezioso di una manciata di vecchie monete d’oro e qualche monile, anche se qualcuno potrebbe stentare a crederlo!
Il tesoro in questione è rappresentato da quelli che, dagli addetti ai lavori, vengono chiamati noduli polimetallici, o noduli manganesiferi.
Qualcuno avrà capito a cosa mi riferisco, qualcun altro invece no.
Si tratta di rocce sedimentarie di tipo chimico, dalla caratteristica forma sferica o lenticolare. Hanno una superficie simile ad una crosta, di colore scuro, e a prima vista potrebbero essere scambiati per dei pregiati tartufi neri. In effetti, per certi versi, potrebbero essere considerati i tartufi degli abissi!

sabato 18 febbraio 2012

Alla scoperta del petrolio - Quarta Parte: prospettive su scala globale, e stato del petrolio in Italia.


Dopo aver analizzato l’intero ciclo del petrolio, dai suoi processi genetici all’estrazione, dalla raffinazione alla commercializzazione, a questo punto non resta che gettare uno sguardo sulle prospettive offerte, in campo energetico, da quello che è stato il propulsore principale – per non dire unico – dell’economia del secolo scorso.
Che si tratti di una fonte non rinnovabile – su scala temporale umana – è stato già ricordato nel corso del primo dei quattro articoli dedicati all’argomento. Ciò implica, quindi, che un suo intensivo sfruttamento sia destinato ad esaurire definitivamente le fonti di greggio presenti sul nostro Pianeta.
In merito, vengono dunque, continuamente, fornite stime relative alla durata residua – in anni – dei giacimenti ad oggi in fase di sfruttamento.

sabato 11 febbraio 2012

Alla scoperta del petrolio - Terza parte: trasporto, raffinazione, commercializzazione.

Continua, stile saga “Il Padrino”, il nostro viaggio virtuale nel mondo del petrolio, o, se preferite, dell’oro nero (definizione che è molto più in linea con lo stile del Padrino…).
Nel precedente  articolo eravamo giunti al fatidico momento in cui il petrolio, dopo le lunghe e costose prospezioni, al termine di una lunga e complessa opera di perforazione, viene finalmente estratto dalle rocce del reservoir.
Per giungere a tanto, la spesa sostenuta da una compagnia è stata già elevatissima (mediamente, intorno ai 40 milioni di €), gravata non solo dal costo delle varie campagne osservative, delle prospezioni geofisiche e degli studi strutturali, ma anche, e soprattutto, dalle operazioni di perforazione, spesso molto lunghe e complesse, quasi sempre accompagnate da inconvenienti di varia natura.
Ad ogni modo, effettuata con successo la perforazione, non resta che procedere con la lavorazione del greggio spillato.

domenica 18 dicembre 2011

Alla scoperta del petrolio - Seconda parte: trivellazione e tecniche di estrazione.

Abbiamo visto nella prima parte cosa siano, e come si formino, gli idrocarburi liquidi e gassosi. Sebbene tali fonti energetiche siano classificate come esauribili, in realtà si tratta di fonti del tutto rinnovabili, ma su una scala temporale geologica, non certo umana!
I processi biologici, geologici e chimici che portano alla formazione prima del cherogeno, quindi del petrolio e delle altre forme di idrocarburi, avvengono continuamente. Il problema, ragionando in tempi umani, è che ci vogliono milioni di anni, prima che il ciclo delle trasformazioni si completi e, come risultato finale, si abbiano finalmente petrolio, metano, ecc.
Troppo tempo, per noi poveri mortali!
Per questo, se su scala temporale umana il petrolio viene considerato una fonte esauribile di energia, in termini assoluti possiamo però affermare che non sia così.
Abbiamo poi visto come gli idrocarburi, a meno che non si verifichino condizioni del tutto particolari, restano confinati all’interno di rocce-serbatoio, i famosi reservoir, a migliaia di metri di profondità nella crosta terrestre.
A questo punto, dunque, come si fa a capire dove scavare per veder zampillare il tanto agognato oro nero dalla cima del pozzo?